ADDIO A MARIA COSTA – Messina piange la sua grande poetessa
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ADDIO A MARIA COSTA – Messina piange la sua grande poetessa

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– di Corrado Speziale

 

Da molti era considerata la più grande poetessa popolare siciliana vivente. Maria Costa, classe 1926, messinese nata e vissuta nelle Case basse di Paradiso, è morta ieri, a mezzogiorno, in casa, dopo una lunga malattia. dscf5518Nel 2005 era stata annoverata tra i “Tesori umani viventi” dell’UNESCO. Nella sua vita, come nessun altro, ha tradotto in versi storie di vita messinese ambientate in mare, e non solo, richiamando anche i miti e le leggende dello Stretto, dimostrando sempre un amore smisurato per la sua terra. Al suo attivo varie pubblicazioni: l’ultima, nel 2013, “Àbbiru Maistru”, prodotta dall’associazione Alamak – Sebastiano Mafodda, comprende, tra gli altri, i componimenti “Sigesta” e “Quattru figghi dû mari”, in ricordo delle vittime del Segesta jet. locandia-abbiru-maistruOltre che per la sua lirica straordinaria, coltivata e costruita col cuore e con la passione, da autodidatta, Maria Costa verrà ricordata per la sua grande semplicità e umanità. I suoi funerali si svolgeranno domani, venerdì 9, alle ore 11, nella chiesa di Paradiso. Nella stessa chiesa è stata allestita la camera ardente aperta a chiunque voglia rendere omaggio alla salma della poetessa.
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Il mare è stato da sempre la sua linfa vitale e principale fonte di ispirazione. Ma non certo fine e se stesso, perché del mare, dello Stretto, Maria Costa ha saputo cogliere soprattutto l’umanità, la storia, l’impegno, la sofferenza dei protagonisti, ciascuno legato ad un proprio destino. Il tutto accompagnato anche dalla bellezza dei luoghi, dei fenomeni naturali e dei volti, spesso descritti sullo sfondo dei miti e delle leggende. Nel suo stile non mancavano, inoltre, sfumature ironiche così come passaggi forti e decisi nel raccontare la vita.
Maria Costa, classe 1926, messinese nata e vissuta nelle Case basse di Paradiso, è morta ieri, a mezzogiorno, in casa, dopo una lunga malattia. Messina e la Sicilia hanno perso così una testimone autentica, una grande protagonista, la principale in tema di poesia popolare, della loro contemporaneità. Le sue opere, non tantissime a dire il vero, pubblicate dal 1972 e distanziate talvolta da ampi periodi apparentemente in bianco, sono destinate al rango di patrimonio comune dall’altissimo valore umano ed artistico, degno della straordinaria personalità e capacità della poetessa.img_1395
Donna esile nel fisico ma incredibilmente forte nel carattere e nello spirito, temprata dalle difficoltà della vita, Maria Costa, oltre che per la sua lirica straordinaria, coltivata e costruita col cuore e con la passione, da autodidatta, verrà ricordata per la sua semplicità e umanità. dscf5519ritSempre affabile, dolce, discretamente ironica, arguta e carica di passione e sentimento, non ha fatto mai mancare, fino alla fine, il proprio contributo laddove la città l’ha chiamata a partecipare ad eventi culturali e commemorazioni, mostrando sempre attenzione alla storia e ai fatti: a Maria Costa, attenta e sensibile osservatrice, non è mai sfuggito nulla, specie nei casi in cui si è chiamati a metterci cuore e impegno. Tutto questo, nell’arco di quasi un secolo, in cui ha affrontato con coraggio una vita carica di difficoltà, spesso accompagnata dalla solitudine. dsc_0062Al culmine della sua attività, in età matura, una volta rivelatasi poetessa dialettale di rango, è stata seguita e accompagnata anche da illustri protagonisti della vita culturale cittadina e non solo. Primo fra tutti, Giuseppe Cavarra, professore ed esperto di cultura popolare, morto nel 2012. Giuseppe Rando, ordinario di Letteratura Italiana all’Università di Messina, l’ha definita “una gran poetessa che attraverso il dialetto ha una vita ed un mondo da raccontare, un serbatoio vivente di lingua”. Mario Sarica, direttore del Museo etno-antropologico di Gesso, aveva detto di lei: “Maria Costa ci guida. E’ uno straordinario canale di comunicazione attraverso il quale ritroviamo ciò che cerchiamo. Le lingue siciliane sono sempre state private della loro identità, e lei ce la fa ritrovare con la sua poesia”.  Maria Costa si è sempre distinta anche per una rilevante capacità recitativa. Il giudizio di Sarica proseguiva così: “La sua poesia si incarna con la vita, con il suo corpo. img_0214La forza della sua voce non può staccarsi dalle poesie, è una voce di verità che viene da lontano. Ha radici che appartengono alla sua dura storia familiare”.  La poetessa era legata da una grande amicizia anche con Sergio Todesco, direttore della Biblioteca Regionale di Messina, nonché già assessore alla Cultura dell’Amministrazione Accorinti. E’ stato proprio Todesco, assieme ad altri stretti amici della poetessa, ad  “accompagnare”  quest’ultima durante gli  ultimi momenti della sua vita: un grande gesto di sensibilità ed umanità, a testimonianza della stima e dell’affetto nei confronti di chi merita tutta la riconoscenza possibile.
Questo il patrimonio letterario che Maria Costa lascia alla sua città e alla Sicilia, tra poesie e racconti: Farfalle serali (1972); Mosaico (1980); ‘A prova ‘ill’ou (Pungitopo,1989) ; Cavaddu ‘i coppi (Pungitopo,1993); Scinnenti e muntanti (Edas, 2003); Ventu cavaleri (Edas, 2005); Mari e maretta (Antonello da Messina, 2010); Àbbiru Maistru (Pungitopo, 2013).img_0239
Quest’ultimo lavoro, che comprende sia versi che racconti, curato da Giovanna e Antonio Giuffrè, carissimi amici di Maria Costa, è stato prodotto dall’associazione Alamak – Sebastiano Mafodda, presieduta da Francesco Musciumarra. Esso comprende, tra gli altri, i componimenti Sigesta e Quattru figghi dû mari, in ricordo delle vittime del Segesta jet. L’Alamak e Maria Costa hanno sempre condiviso un’amicizia speciale: in tutte le cinque edizioni del Premio di poesia intitolato al comandante del Segesta, la poetessa ha partecipato alla manifestazione in qualità di “madrina”, rendendosi protagonista di indimenticabili recital in cui ha proposto pezzi del suo repertorio. dscf9803Pressoché costante la sua presenza anche in occasione del Memorial Segesta, organizzato annualmente da RFI e dal comandante Sebastiano Pino, oggi assessore comunale alle Politiche del mare. Quanto alle recitazioni dei propri versi, il repertorio di Maria Costa spaziava dallo Stretto a temi dal carattere più ampio: straordinaria, ad esempio, Banneri, dedicata alle sofferenze del popolo palestinese, in associazione a quelle patite da Gesù Cristo. Quanto a temi “politici” di casa nostra, resterà negli annali ‘U sfrattu: No o Ponti. Nei versi i pesci dello Stretto si ribellano alla realizzazione della grande opera che inevitabilmente li spazzerebbe fuori dal canale. Sarà addirittura Colapesce a prendere la decisione finale minacciando un maremoto: “E non bi dispirati, amici mei, muriravi Sansuni cu tutti i Filistei”. img_0177E a proposito di “miti” dello Stretto, in questo caso realmente esistiti in tutta la loro grandezza, merita un accenno la poesia dedicata a Nino Musciumarra, famoso per le sue leggendarie traversate a nuoto tra Scilla e Cariddi: “Focu ddumatu, pèggiu i Muncibeddu…”
Dal 1992 al 2012, Maria Costa ha ricevuto anche tanti premi e riconoscimenti. Tra questi spicca, nel 2005, l’inserimento della poetessa tra “Tesori Umani Viventi” dell’UNESCO, Registro Eredità Immateriali della Regione Sicilia.img_4349
Verso colei che fino a ieri mattina era considerata da molti studiosi come la più grande poetessa popolare siciliana vivente, che lascia alla città di Messina un patrimonio culturale unico e raro, accompagnato da un insieme di valori umani, la città non può che essere fortemente riconoscente.
I funerali di Maria Costa si svolgeranno domani, venerdì 9, alle ore 11, nella parrocchia “Cuore Immacolato di Maria” di Paradiso. Nella stessa chiesa è stata allestita la camera ardente aperta a chiunque voglia rendere omaggio alla salma della poetessa.

8 Settembre 2016

Autore:

redazione


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