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Il Tar del Lazio ha dichiarato inammissibile per difetto di giurisdizione il ricorso sul quesito referendario, presentato dal Movimento Cinque Stelle e da Sinistra Italia. A loro avviso, infatti, la domanda sulla scheda sarebbe ingannevole. La decisione è stata assunta dalla sezione 2bis del tribunale amministrativo.

I motivi del ricorso – Il ricorso era stato presentato il 5 ottobre: M5S e Sinistra Italiana sostenevano infatti che “il quesito così formulato finisce per tradursi in una sorta di ‘spot pubblicitario’, tanto suggestivo quanto incompleto e fuorviante, a favore del Governo che ha preso l’iniziativa della revisione e che ora ne chiede impropriamente la conferma ai cittadini, che non meritano di essere ingannati in modo così plateale”.

“Il quesito è neutrale, sottratto al giudizio” – Nelle motivazioni della sentenza il Tar ha specificato come “sia le ordinanze dell’Ufficio Centrale per il Referendum, sia il decreto presidenziale, nella parte in cui recepisce il quesito, sono espressione di un ruolo di garanzia, nella prospettiva della tutela generale dell’ordinamento, e si caratterizzano per la loro assoluta neutralità, che li sottrae al sindacato giurisdizionale”.

M5S: “Andiamo avanti” – “Non è una bocciatura nel merito. Leggeremo le motivazioni della sentenza e agiremo di conseguenza – ha detto il deputato 5 Stelle Danilo Toninelli – siamo convinti di essere nel giusto e non ci arrenderemo, perché il titolo della riforma è una truffa. Dunque, andiamo avanti”.

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