JAZZ – Paolo Fresu e Uri Caine  in“Think”, al Palacultura tra arte e sentimento
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JAZZ – Paolo Fresu e Uri Caine in“Think”, al Palacultura tra arte e sentimento

IMG_8722“Think – il sentimento guida la musica”, è stato il titolo dell’evento organizzato dal circolo Libreria Pickwick, che ha visto protagonista al Palacultura di Messina un duo jazz che ogni appassionato vorrebbe seguire ed apprezzare dal vivo, data l’enorme statura artistica della coppia: Paolo Fresu e Uri Caine.

IMG_8726Il primo, trombettista e compositore sardo, la cui fama ha da tempo oltrepassato i confini continentali, è sempre più spesso artefice di variegati progetti musicali con artisti di diversa estrazione, mentre Uri Caine, pianista newyorkese nato a Filadelfia, di scuola classica, si è sempre distinto per la sua naturale attitudine verso variazioni e sperimentazioni tra antico e moderno.
Una coppia molto affiatata che fonda la propria forza sulla capacità dei singoli di collaborare e dialogare reciprocamente, secondo la logica creativa di chi fa jazz, attingendo da un patrimonio musicale universale.

IMG_8728“Think”, il titolo dell’evento, riferito al progetto realizzato assieme all’Alborada String Quartet,  che sfociò nell’omonimo album pubblicato nel 2009 da Blue note, deve intendersi allargato all’intera collaborazione tra i due, poiché un notevole numero di brani del concerto è stato attinto anche da “Things”, precedente lavoro, sempre targato Blue note, del 2006.
Ed è stato proprio l’aver saputo raccogliere il meglio della loro collaborazione a rendere davvero formidabile l’esibizione.

L’inizio, infatti, è stato tutto dedicato a quattro brani standard che contraddistinguono il primo dei due album in senso cronologico: “Dear old Stockholm”, appartenente alla tradizione svedese, “I love you Porgy”, brano della mitica “Porgy & Bess” di Gershwin, “Cheek to Cheek”, canzone di successo risalente al 1935, ricorrente anche nella cinematografia, e “Sì dolce è il tormento”, incantevole aria che Claudio Monteverdi compose nel 1624.

IMG_8743Naturalmente si possono fare tante considerazioni, poiché ogni pezzo, così come  proposto, possedeva quelle caratteristiche che disegnano la personalità di entrambi gli artisti. Può sembrare superfluo, ad esempio, ribadire d’aver scorto in Fresu l’evidente impronta davisiana in uno dei brani tratti da un’opera particolarmente importante per la vita artistica del mitico trombettista americano: quella “Porgy & Bess” che Miles Davis incise con l’orchestra e gli arrangiamenti di Gil Evans nel 1958, e che Paolo Fresu ha trascritto e conosce alla perfezione. 

IMG_8753Nell’aria di Monteverdi, spicca invece tutto il fascino e l’universalità di un brano che solo artisti attenti e raffinati come loro possono interpretare mantenendone alto il valore. Lo stesso trombettista lo commenta così: “Sono passati centinaia di anni, ma non è passata la modernità, il rigore e l’originalità di quest’aria per soprano e basso continuo”.
Il trombettista sardo, dedica poi ad Ermanno Olmi il medley composto da “Non ti scordar di me”, altro classico, e “Centochiodi”, tema dell’omonimo film del 2007, al quale Fresu ha collaborato.

IMG_8778A seguire, il secondo brano preso da “Think” è “Doxy”, che Sonny Rollins incise nel 1962, suo miglior periodo, quando a duettare accanto al sassofonista c’era, con la sua tromba, Don Cherry.
Fresu e Caine eseguono il pezzo in modo straordinario, dove si incrociano le virtù di entrambi in un perfetto interplay. Dopodiché il trombettista regala uno dei suoi magnifici assolo con flicorno ed effetti, che poi scivola in “Lascia ch’io pianga” di Haendel. Qui un’atmosfera unica avvolge la platea incantata dal carisma che Fresu dimostra di possedere nei tasti e nelle note, mentre Uri Caine al piano provvede a dare complessità e ritmo ad alcuni passaggi che arricchiscono ulteriormente il pezzo.

IMG_8758In “Duru duru durulia” i due danno sfogo alla loro voglia di ritmo e si incontrano, giocano, si guardano e si inseguono reciprocamente all’insegna di un’intesa che usualmente è difficile scorgere.
Seguirà un ritorno all’album precedente con “Sonia said”, tra classico e cool, che a sua volta lascerà spazio ad una gradita sorpresa, fuori da ogni schema e previsione, in quanto esterna ai progetti proposti: “A Night in Tunisia”, super classico griffato Dizzy Gillespie, interpretato e rivisitato dal duo come meglio non si poteva, tanto da meritarsi l’applauso più lungo e vigoroso della serata.

Proseguendo, il barocco rivisto ed arricchito della creatività di Fresu e Caine si riprende la sua parte di spazio con un brano della compositrice veneziana Barbara Strozzi, importante figura artistica del ‘600. “L’amante bugiardo” sarà un omaggio tutto per lei, dopo l’attestato di stima umana ed artistica che Paolo Fresu le ha tributato dal microfono.

In considerazione del difficile momento che l’Italia sta vivendo è stata dedicato, invece, a tutti i presenti, “E se domani” classico per eccellenza della canzone italiana, composto da Carlo Alberto Rossi e portato al successo, tra gli altri, da Mina.

IMG_8769Alla loro seconda uscita sul palco i musicisti hanno concluso l’esibizione con “Cowboy and Indians”, di Uri Caine, brano dal sapore dolce di un’antica ninna nanna, la cui versione incisa segna l’esordio “musicale” del piccolo Andrea Fresu, figlio di Paolo e Sonia Peana, violinista dell’Alborada String Quartet.

Sul palco, papà ha sopperito all’assenza del figlioletto, sostituendo la musicalità della voce del piccolo con una leggera sfumatura del suono metallico del flicorno appoggiato al pianoforte.

27 Ottobre 2011

Autore:

admin


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