Ma tornando al libro
La vita dei pescatori di Brolo
Brolo, con la sua costa incantevole e le barche allineate sulla battigia, era una sinfonia armoniosa di vita e lavoro. I pescatori, uomini umili e laboriosi, trascorrevano le notti in mare e i giorni nei limoneti.
Ma era durante l’estate, da giugno a settembre, che il vero spirito marinaresco di Brolo si manifestava in tutta la sua forza. Le barche, ognuna con una storia incisa nel legno, dominavano il panorama costiero. Dai piccoli gozzi da quattro metri con quattro remi, utilizzati per la pesca con le lampare e con le rizzelle, alle imbarcazioni più grandi con motore, pronte ad affrontare le acque più profonde per catturare prede pregiatissime. Queste barche sostavano sulla battigia, tirate a mano su assi di legno di nespolo unte con grasso, un lavoro di squadra che univa tutta la comunità.
La giornata tipo di un pescatore
Le giornate dei pescatori iniziavano alle quattro del mattino, con la preparazione delle attrezzature e la discesa in mare. Figura centrale a quel tempo era Don Lio Briguglio, falegname e inventore del verricello a mano per tirare le nasse dei gamberi. I fratelli Gentile e altri personaggi come Gioacchino Bongiorno, Antonino Perdicucci e Carlo Vanossi, erano noti per le loro abilità nella pesca di pesce spada e tonni.
Le tradizioni e le festività
Le attività non si limitavano alla pesca. C’erano momenti di svago e socialità che univano la comunità: dalle proiezioni all’aperto del cinema “Il Risveglio” alle serate in spiaggia attorno al fuoco. Tra le tradizioni più attese vi era l’antenna a mare, un evento che coinvolgeva l’intero paese. Un palo di castagno, lungo circa 18 metri, veniva fissato su un carro trainato dai buoi. I giovani gareggiavano per raggiungere la cima del palo cosparso di grasso, creando uno spettacolo di abilità e coraggio.
La pesca e il commercio
La pesca non era solo un’attività quotidiana, ma un’arte tramandata di generazione in generazione. La neonata, ad esempio, era pescata con una tecnica che coinvolgeva l’intera comunità in un balletto sincronizzato di reti e pesci. Le reti spesso si rompevano e venivano cucite da maestri come Don Cono Ciraolo e suo figlio Giuseppe. Anche il commercio degli agrumi era un’attività importante. Personaggi come i fratelli Ziino, Mimmo Caranna e la cooperativa CAPOB gestita da Pizzino Carmelo, contribuivano significativamente all’economia locale.
Le storie personali e le leggende
Ziino racconta anche storie personali e leggende della marineria di Brolo. Come quella volta che, a quattordici anni, cadde in mare durante una battuta di pesca con la lampara. Un’esperienza unica che lo fece sentire come “in una padella che frigge”, ma che gli insegnò molto sulla vita dei pescatori. Tra i personaggi più rispettati c’era Don Santo Briguglio, conosciuto per la sua abilità nel predire il tempo e interpretare i segreti del mare. Le sue previsioni meteorologiche, basate sull’osservazione delle nuvole e delle stelle, erano leggendario e mai messe in discussione.
“La storia della marineria di Brolo” di Cono Ziino è molto più di un semplice libro.
È un viaggio nel passato, un omaggio ai pescatori e alle loro famiglie che hanno vissuto e lavorato lungo la costa di Brolo. È un racconto che celebra la cultura, le tradizioni e lo spirito di una comunità che ha sempre trovato nel mare la sua principale fonte di sostentamento e ispirazione.
Con questa opera, Ziino offre un prezioso contributo alla memoria collettiva, preservando le storie e le leggende che hanno fatto di Brolo un luogo unico e affascinante.
Fto archivio storico Pidonti