Con un intero padiglione dedicato all’educazione sensoriale, alimentare e del gusto, questa edizione conferma e rafforza l’impegno di Slow Food nel diffondere la cultura gastronomica presentando attraverso il cibo luoghi, persone, sapienze millenarie.
Siamo particolarmente fieri di presentare il corposo programma dedicato ai più giovani: attività libere e organizzate, laboratori, percorsi, giochi da fare da soli o insieme a mamma e papà e insegnanti. Siamo partiti presto questa mattina con i primi scolari che hanno partecipato all’appuntamento Le mani in pasta e i piedi nella terra, evento dedicato alle classi vincitrici del progetto Spunti e Spuntini realizzato grazie al contributo di Fondazione Crt nell’ambito del progetto Diderot.
«La natura è spettacolare!» esclama il sorridente Federico, 9 anni, che durante l’hanno insieme ai suoi compagni ha imparato l’importanza di un’etichetta chiara e completa: «Siamo partiti da un uovo, un elemento che può sembrare molto semplice ma che in realtà richiede un’analisi complessa» spiega la maestra Rosanna Petiti della scuola elementare di Vinovo (To). Durante l’anno scolastico, grazie a un programma multidisciplinare i bambini hanno sperimentato in concreto la meraviglia della biodiversità.
«Non pensavo fosse difficile aprire un uovo!» ci confessa il piccolo Christian: «Mi è piaciuto imparare a leggere le etichette, anche se a casa mia le uova non hanno numeri sul guscio perché arrivano dalle galline del nonno», ci racconta Virginia. Non solo biodiversità, ma anche valorizzazione della comunità: «I bambini hanno anche riscoperto tradizioni e storia della propria città».
Finite le attività guidate, nell’area Slow Food Educa, animata da ragazzi provenienti da tutta Italia, si impara giocando: si associano le verdure alle stagioni in un vero e proprio orto, si degustano differenti varietà di frutta e si pianta un semino che si vedrà crescere a casa.
Tempo, giochi e percorsi dedicati ai più piccoli, quest’anno si allargano oltre il padiglione gestito da Slow Food. L’approccio della chiocciola all’educazione del gusto ha contaminato altri espositori che per questa edizione si presentano al pubblico con un linguaggio e un programma di attività tutto pensato per i più piccoli. I Ministeri dell’Ambiente e dell’Agricoltura, la Commissione Europea, i consorzi di riciclo nell’Area sistemica, le associazioni Slow Food regionali: sono così tante le iniziative che, grazie alla collaborazione con la rivista Giovani Genitori, abbiamo creato un vero e proprio programma Salone family friendly.
Buono a sapersi: l’ingresso al Salone è gratuito per i bambini fino a 11 anni (anche per le classi), mentre i ragazzi tra gli 11 e i 18 anni pagano solo 12 euro. Il biglietto famiglia (in 4 con due ragazzi sotto i 18 anni) costa 50 euro, 60 euro per 5 visitatori.
Tutte le informazioni e gli orari sono consultabili su: http://www.salonedelgusto.com/it/salone-family-friendly
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